Abruzzo: Soccorso Alpino a pagamento ed RC obbligatoria

Abruzzo: Soccorso Alpino a pagamento ed RC obbligatoria

Se causato da imperizia o equipaggiamento inidoneo, anche in Abruzzo si pagherà il soccorso in montagna. E’ notizia di metà settembre 2015.

Con una modifica alla legge regionale 24 del 2005, il legislatore abruzzese consente il fuoripista sempre e comunque, anche in caso di alto rischio valanghe e perfino in zone dove le slavine eventualmente staccate incombano sulle piste a valle, purché si sia in possesso dell’attrezzatura di soccorso e di una apposita polizza.

E’ vero che la macchina dei soccorsi che si mette in moto in casi di emergenza è fatta di personale specializzato e mezzi equipaggiati, e il tutto ha costi spesso non trascurabili. Ma la preoccupazione di alcuni è che ci sia il rischio che l’obbligatorietà comporti una lievitazione dei costi delle polizze RC, oggi molto contenuti.

Luigi Faccia, direttore della scuola di sci Assergi-Gran Sasso commenta: “Tutto quel che liberalizza e apre nuovi mercati è positivo“.

Agostino Cittadini
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Sul versante delle guide alpine, che rivendicano anche la paternità del provvedimento, Agostino Cittadini, presidente delle guide d’Abruzzo, dice: “Con le dovute precauzioni, quindi con l’equipaggiamento di rito, come l’ARTVA, quella dei fuoripista è una libertà di cui l’escursionista gode in molte zone, anche in molte regioni alpine… L’aggiunta della responsabilità civile deve aprire la strada al soccorso a pagamento, come già avviene sulle Alpi o in Svizzera… Paghiamo già la sanità, ma quando il soccorso è dovuto a imperizia e non è di tipo sanitario il discorso è diverso… Oggi si consiglia di farsi la tessera al CAI proprio perché include una assicurazione, tra l’altro di carattere europeo“.

Anche Pierpaolo Pietrucci, consigliere regionale del Pd e firmatario della proposta di modifica legislativa, è sicuro della bontà del provvedimento perché “se vuoi andare sulla Direttissima del Gran Sasso con le infradito, allora paghi“.

Ferdinando Lattanzi di Abruzzo Mountains Wild, quanto è favorevole al pagamento di un soccorso per imperizia, altrettanto è scettico sull’obbligatorietà dell’assicurazione:

L’assicurazione di Responsabilità Civile per il fuoripista, che non serve a pagare il soccorso bensì gli eventuali danni provocati a terzi, costituisce una limitazione alla libera circolazione delle persone all’interno del territorio nazionale.

Posso capire che nell’ambito stradale, dove la probabilità di incidente e di danno a terzi può essere alta, devi premunire gli automobilisti obbligandoli ad assicurarsi, ma il free ride è una pratica che tendenzialmente fanno persone esperte. Qual è il principiante che si avventura nello scialpinismo? Se si fa una statistica, a essere soccorsi sono essenzialmente gli escursionisti della domenica sulla Direttissima…

Non so di nessuna regione dove esiste una cosa del genere. In Francia ci sono cartelli che ti avvisano che è a tuo rischio e pericolo. Non si può costringere chi va a farsi una passeggiata fino al Sassone o a Monte Cristo (brevissime gite, citate da Lattanzi proprio per la loro semplicità e popolarità, NdR) a stipulare un’assicurazione.

Ferdinando Lattanzi
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Sulle nostre montagne e soprattutto sulla Vetta Occidentale di Corno Grande circolano più sprovveduti d’estate che d’inverno, stagione in cui chi si avventura in montagna un minimo di preparazione ce l’ha. A dimostrazione di ciò basterebbe contare il numero di soccorsi nelle stagioni, uno sprovveduto che in estate fa rotolare un sasso sulla Direttissima alla Cima Occidentale di Corno Grande può provocare danni gravissimi visto l’enorme afflusso di persone su quella via, ma non è obbligato ad assicurarsi.
Mi sembra che il motivo che ha ispirato i politici a proporre questa norma sia stato soprattutto quello di evitare tutte le polemiche sorte intorno ai divieti dello scorso inverno e lavarsi le mani dicendo in pratica andate dove vi pare, provocate le valanghe che vi pare, non ci interessa se moriranno delle persone, l’essenziale è che siete assicurati per cui noi non siamo tenuti a vigilare affinché gli incidenti non avvengano.
Spero che il Governo impugni questa norma, come è capitato anche ad altre leggi regionali dell’Abruzzo: sarebbe comunque il caso di raccogliere le firme per una petizione contro questa proposta di legge che, se approvata, costituirebbe uno sciagurato precedente.
Mi piacerebbe sapere in quale altra Regione vige l’obbligo di assicurazione visto che una mia ricerca in tal senso non ha dato nessun risultato
”.

Per leggere su Ferdinando Lattanzi, clicca qui.

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