Disabili un accidente!

Disabili un accidente!

L’11 luglio 2016 lamentavamo su queste pagine (http://www.banff.it/cai-ed-elicotteri/) che il Club Alpino Sezione di Chiavari avesse accondisceso al programma del Comune di Ollomont (Valpelline, AO) di elitrasportare persone in occasione della festa delle Guide che si sarebbe tenuta il 4 e 5 agosto 2016 al rifugio Chiarella all’Amianthe 2979 m.

Precisiamo, per chiarezza, che detta sezione del CAI gestisce attualmente la stagione estiva al rifugio Amianthe, grazie a soci volontari.

La denuncia di questa manifesta disobbedienza al Nuovo Bidecalogo del CAI non è passata inosservata: il Comune di Ollomont, sentita la pioggia di critiche, ha provveduto a una precisazione.

In seguito a questa precisazione il Club Alpino Italiano emanava il 27 luglio 2016 un comunicato stampa in cui si esternava la soddisfazione del Presidente generale del CAI Vincenzo Torti per la precisazione del Comune di Ollomont sull’utilizzo dell’elicottero durante l’evento L’anima del rifugio in programma il 4 e 5 agosto 2016: “Prendo atto con vero piacere del comunicato del Sindaco di Ollomont che, in esito ad un confronto sempre rispettoso dei ruoli e delle posizioni, consente un recupero di coerenza agli Amici della Sezione CAI di Chiavari (GE). Essi, in qualità di gestori del Rifugio Chiarella all’Amianthe ove la manifestazione è prevista, benché non organizzatori, risultavano comunque indirettamente coinvolti da una ipotesi di utilizzo meramente turistico dell’elitrasporto, in contrasto con le norme di autoregolamentazione che il CAI si è dato con il Bidecalogo”.

Rifugio Amianthe
DisabiliUnAccidenti

Il recupero di coerenza che il Sindaco di Ollomont Joel Creton ha offerto al CAI di Chiavari consiste nella precisazione per la quale i voli in elicottero “sono da intendersi limitati al trasporto di persone che, a causa di handicap o per impossibilità legate all’età o disabilità, non sono in grado di raggiungere autonomamente la struttura”.

In effetti, nei precedenti comunicati, l’elitrasporto era invece aperto a tutti, motivo per cui i responsabili regionali e nazionali del CAI erano intervenuti richiamando i propri associati al rispetto del Bidecalogo e sensibilizzando gli organizzatori perché la manifestazione fosse strutturata in modo compatibile con il pur indiretto coinvolgimento di una Sezione del CAI.

Sembrava dunque tutto risolto, ma ecco il racconto di Alberto Conserva, testimone oculare della giornata di festa all’Amianthe.
Ho raggiunto il rifugio Chiarella alle ore 8.30 dove ho salutato il sindaco di Ollomont già in loco.
Per spegnere le critiche riguardanti il coinvolgimento di un rifugio CAI in un’operazione turistica di elitrasporto di persone, il Sindaco di Ollomont aveva dichiarato che il trasporto in elicottero avrebbe riguardato solo disabili e anziani.
La dichiarazione del sindaco di Ollomont, ripresa anche dal TG Regionale, è stata accolta con favore dal presidente del CAI Vincenzo Torti e dal CAI di Chiavari.
Nella mia qualità di socio CAI, socio di Mountain Wilderness e socio di Legambiente della VdA, mi sono speso per mettere in evidenza la contraddizione di un rifugio CAI che facilitava il turismo elitrasportato e mi sono recato al rifugio con lo scopo di verificare se alla dichiarazione del Sindaco di Ollomont corrispondesse una gestione compatibile dell’evento.

Dalle 9.30 circa si sono susseguite 4 rotazioni che hanno sbarcato una ventina di persone. Per raggiungere il rifugio dovevano attraversare una zona ghiacciata saltellando sui sassi emergenti. Fu subito evidente che non ci fossero disabili. Tra i “gitanti” c’erano sia giovani che anziani, a occhio in pari proporzione.

“Disabili” e “anziani” che, appena scesi dall’elicottero raggiungono il vicinissimo rifugio Amianthe. Foto: Alberto Conserva
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Ho scattato un paio di foto che documentavano la situazione. Il sindaco di Ollomont, spalleggiato dall’Assessore al Turismo, consapevoli che stavo documentando una realtà completamente difforme dal loro impegno, mi hanno aggredito verbalmente dicendomi che Ollomont (dove da 20 anni trascorro le ferie estive e lunghi periodi in altre stagioni) non sono gradito e che quindi me ne devo andare. Ho cercato di spiegare loro che in tutta questa vicenda non avevo mai fatto alcun rilievo al comune di Ollomont e che il mio dissenso era tutto interno al comportamento dell’associazione CAI, cui appartengo.

A loro interessava solo che la mia posizione ambientalista non danneggiasse Ollomont e quindi me ne dovevo andare. Alcuni presenti sono allibiti, altri che appartengono al cerchio magico del Sindaco hanno mostrato insofferenza nei miei confronti.

Con grande amarezza, alle 10 lascio quel luogo da me raggiunto sempre a piedi almeno quaranta, forse cinquanta volte (Alberto Conserva)”.

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