Giuseppe Miotti rinuncia al titolo di Guida Alpina

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Giuseppe Popi Miotti, di Sondrio, Guida Alpina e Maestro d’Alpinismo a tutti gli effetti, anche se non facente parte (in seguito alle sue dimissioni di tre anni fa) del Collegio Regionale delle Guide Alpine Lombarde, ha preso una dolorosa decisione, quella di dimettersi ufficialmente dall’AGAI (Associazione Guide Alpine Italiane) e quindi rinunciare definitivamente al titolo di Guida Alpina e Maestro d’Alpinismo.
Le ragioni di questo gesto, condensate nella qui sotto riportata lettera di dimissioni all’attuale presidente dell’AGAI, Cesare Cesa Bianchi (in copia è anche il Collegio Regionale Guide Alpine Lombarde), sono state maturate da Miotti in un lungo periodo di tempo e dipendono dalla deriva che da anni sta prendendo la professione.

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La misura è stata colmata con il recente patrocinio del Collegio Regionale Guide Alpine Lombarde alla manifestazione di freeride a Livigno (vedi
dove accondiscendenza incondizionata verso l’eliski e supina adesione all’imperante filosofia di una tanto proclamata quanto illusoria piena sicurezza, sbandierata a tutti i livelli, sono i ben riconoscibili elementi che provocano il totale distacco dalla figura di una guida alpina con carisma, provocato dalla rincorsa di una sedicente e per nulla seducente figura manageriale.

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vede in questa decisione il solo modo che ha per provare, con poche speranze, a sensibilizzare la categoria e a fare baluginare orizzonti diversi. L’unica perplessità (invero relativa) è che tale gesto risulterebbe di scarso peso se non avesse adeguata diffusione, a parte la soddisfazione personale. Questo, secondo lui, potrebbe cozzare un po’ con la sua caratteriale riservatezza, quella che gli imporrebbe di “fare senza dire” (come ha sempre fatto), ma forse quando è troppo è troppo (e questo lo dico io).
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Ecco, qui di seguito, la lettera indirizzata a Cesare Cesa Bianchi:

Sondrio, 7 gennaio 2015

Caro Presidente,
alla luce di recenti avvenimenti che mi vedono totalmente alieno dalle posizioni ufficiali (vedi accondiscendenza verso l’eliski) e che considero un po’ come la goccia che fa traboccare il vaso,
comunico la mia decisione di consegnare all’AGAI il mio titolo di Guida Alpina e Maestro d’Alpinismo.
Le distanze che mi separano dall’impostazione che oggi viene data alla nostra figura professionale, sono ormai tali che a volte, lo confesso, mi trovo in imbarazzo nel dichiararmi Guida alpina.
Per me è un peso rinunciare ad un titolo che è stato ideale di alpinismo e di una montagna vissuta a 360°, col cuore ancor prima che con i mezzi tecnici.
Tuttavia ci sono momenti in cui le decisioni vanno prese senza badare troppo alle convenienze e ai sentimentalismi. Ritengo che questo sia uno di quelli.
Come ho già avuto modo di dire in più occasioni (vedi intervista sul magazine Uomini e Sport n. 9, nov. 2012), la direzione presa diverge molto dalle mie vedute, ma può darsi che sia quella giusta.
Non mi permetto di giudicare per altri, ma mi riservo la libertà di decidere per me stesso e quindi ecco il mio passo.
Cordialmente
Giuseppe Miotti

 

 

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  1. Alessandro Gogna

    Comunicato di CIPRA Italia (Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi)

    Fermiamo l’eliski: con una legge di regolamentazione nazionale
    La recente clamorosa decisone di Giuseppe Miotti di dimettersi dall’Associazione delle Guide Alpine Italiane, in polemica con l’accondiscendenza verso la pratica dell’eliski da parte di questa e con l’attribuzione del patrocinio ad una manifestazione di free ride da parte del Collegio delle Guide Regionali Lombarde,
    ci offre lo spunto per tornare a sollecitare una rigorosa normativa a livello nazionale in materia di sorvolo a bassa quota degli elicotteri (non solo eliski) per
    scopi ludici. Mentre negli altri Paesi alpini l’utilizzo ludico dei velivoli a motore o è vietato o è seriamente regolamentato, in Italia vige una sorta di deregulation dove ognuno fa, impunemente, quello che gli pare. Si aggira il divieto perfino nelle Province Autonome, e nemmeno nelle aree protette si riesce ad ottenere il silenzio dei rotori.
    Non esiste altra attività “sportiva” che vada a beneficio di così poche persone e che invece rechi disturbo a molti. Per il trasporto in alta quota di poche persone, un’intera valle è costretta a subire per molte ore il rumore di un elicottero. Per la fauna selvatica, specie nel periodo invernale, il rumore dell’elicottero può essere fatale o provocare l’abbandono dei quartieri di svernamento verso aree meno appropriate. L’apparizione dell’elicottero – spesso improvvisa – provoca la fuga precipitosa degli animali che, in preda al panico, percorrono grandi distanze con un elevato dispendio di energia.
    Sappiamo che la stragrande maggioranza delle guide alpine non pratica eliski e che le ricadute economiche di questa attività sono del tutto marginali; anzi, laddove questa viene praticata aumentano proprio le lamentele dei turisti che in maniera crescente si avvicinano alla montagna invernale in modo silenzioso, con ricadute positive per le stesse guide oltre che per gli operatori economici del territorio montano. Per queste ragioni CIPRA Italia, anche a nome delle associazioni aderenti, torna a sollecitare il Parlamento affinché venga seriamente disciplinato a livello nazionale il sorvolo con velivoli a motore in zone di montagna.
    Riteniamo possano essere presi in considerazione e tenuti come base del confronto i disegni di legge che nel 1998 erano arrivati ad un passo dalla approvazione e che avevamo in gran parte condiviso. CIPRA Italia è disponibile a riprendere un confronto serrato, urgente, che porti il nostro Paese a regolamentare con efficacia l’attività degli elicotteri in montagna.
    Dopo Miotti, al quale va tutto il nostro apprezzamento, auspichiamo che anche altre guide alpine – e meglio ancora sarebbe se lo facesse l’associazione che li rappresenta – prendano il coraggio di venire allo scoperto e denunciare l’insensatezza di attività come l’eliski che fanno della montagna un banale lunapark ad uso e consumo dei turisti per lo più inconsapevoli dei danni e dei pericoli che il loro divertimento provoca.

    Torino, 20 gennaio 2015

    CIPRA Italia – Il Consiglio Direttivo

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