La vendita dell’aria fresca

Chi si trovasse a spasso per le Dolomiti di Ampezzo, al rifugio Averau troverebbe in vendita a 5 euro l’una delle graziose bottigliette etichettate “Aria delle Dolomiti”.

Uno scherzo? Forse, ma non proprio. Intanto c’è un prezzo. Fosse anche solo un euro, o solo qualche centesimo, un prezzo impone che non ci si approfitti della credulità della gente. Se c’è scritto che è “aria delle Dolomiti” indubbiamente lo è, se è imbottigliata sul posto (con la luna giusta, però…). E quanto alle percentuali descritte sull’etichetta? Sono corrette? Come hanno fatto tecnicamente a miscelare così tante arie di diversa provenienza? Per fortuna c’è quel 2% finale di aria “di follia purissima” che salva la situazione e ti strizza l’occhio.

I souvenir del rifugio Averau. Foto: Alberto De Giuli
VenditaAriaFresca-

Senza ombra di dubbio, se di scherzo si tratta, chiunque vada alla cassa a comprarne una dovrebbe vedersela consegnare con un sorriso e con la frase “per Lei, Signore, questo è un omaggio, souvenir del nostro rifugio…” e con il condimento di un’altra strizzata d’occhio.

Comunque, attenzione. Perché l’idea non è nuova. Si favoleggia di una mitica “aria del Maloja” o anche di altra “aria delle Dolomiti” in vendita negli autogrill. Mentre siamo del tutto certi della vendita in Cina di aria canadese e di aria delle Blue Mountains australiane.

Il rifugio Averau
VenditaAriaFresca-_C6K6371 © D G Bandion

In Cina comprano aria in bottiglia dal Canada
Se vi capitasse di abitare a Pechino, magari ricerchereste anche voi una boccata d’aria pulita e fresca. Ve ne fareste scorta! Tra i prodotti più ricercati in Cina, insieme a Gucci e Ferrari, c’è l’aria delle Montagne Rocciose: un affare milionario per chi respira smog concentrato.

E’ del 18 dicembre 2015 la notizia che la società canadese Vitality Air era in difficoltà perché non riusciva a soddisfare la richiesta cinese di aria pulita imbottigliata. Moses Lam, fondatore di Vitality Air, ha iniziato questa attività “per scherzo” (rivela) dopo aver letto che il miliardario cinese Chen Guangbiao vendeva aria pulita in lattina a 1 dollaro al barattolo. Lam mise in vendita su eBay, allo stesso prezzo, sacchetti d’aria delle Montagne Rocciose: la risposta fu entusiastica. Il decollo di quest’idea ha fatto diventare i sacchetti vere e proprie bombole da 7,7 litri, 150 respiri garantiti, 59 dollari.

Troppo caro? Da un’indagine risulta che la più forte domanda viene dalle famiglie benestanti che vogliono far respirare aria buona ai figli chiusi in casa, come pure da case di riposo e night club.

Lake Louise, Alberta, Canada. Quest’aria è esportata in bombolette
VenditaAriaFresca-LakeLouse,Alberta-esportbombolette

In Cina è «allarme rosso» per emergenza inquinamento
VenditaAriaFresca-a1f644e52faa416e28eb7a22bce76860-kqKI-U108084118867XEG-1024x576@LaStampa.it

E anche quella delle Blue Mountains australiane
Del 3 maggio 2016 (www.lastampa.it) è la notizia che due imprenditori australiani, John Dickinson e Theo Ruygrok, attraverso un macchinario apposito, catturano l’atmosfera pulita delle Blue Mountains e la rivendono in bottiglia alla Cina.

A detta dei fondatori di Green&Clean, l’aria imbottigliata assume una fragranza diversa a seconda dell’ambiente da cui viene estratta: eucalipto per quella montana (Blue Mountains) o sentore di salsedine per quella della costa (Bondi Beach e vento di Tasmania).

Ogni bottiglia è dotata d’inalatore e costa 18 dollari e 80 centesimi, circa 12 euro al cambio attuale. Ogni confezione contiene l’equivalente di 130 respiri a pieni polmoni: quindi, facendo un rapido calcolo, si tratta di quasi 15 centesimi a respiro.

Secondo uno studio dell’Università della California ogni anno un milione e seicentomila persone muoiono in Cina per malattie e complicazioni respiratorie e cardiovascolari, indotte dall’esposizione ad alti tassi di particelle inquinanti. I guai dell’inquinamento per la Cina derivano da una domanda energetica soddisfatta per lo più da centrali a carbone e da un’intensa politica industriale che, se da un lato contribuisce all’espansione della classe media, dall’altro fa sì che un vigile urbano di Pechino viva in media 43 anni (Marina Freri)”.

Aria in bottiglia, in diversi package e fragranze. Foto: Vitalityair
VenditaAriaFresca-immagine.570

L’aria delle Dolomiti è incontaminata, lo dice la scienza
Del resto anche la cosiddetta “scienza” non scherza. E’ del 10 marzo 2015 la notizia che la qualità dell’aria delle Dolomiti sia come quella del Polo Nord o della Groenlandia: purissima e incontaminata. Questo giudizio viene dagli scienziati del Consiglio Nazionale delle Ricerche e dell’Università Ca’ Foscari. Gli esperti hanno esaminato la composizione chimica dell’atmosfera a cominciare dall’estate del 2011, basandosi sui dati raccolti dalla stazione di rilevamento sul Col Margherita (Passo San Pellegrino). Qui è stato installato un sito fisso della rete GMOS (Global Mercury Observation System, http://www.gmos.eu), prima rete mondiale di monitoraggio del mercurio, che si avvale di decine di siti di campionamento per quantificare in tempo reale la presenza di questo contaminante in atmosfera.

Il progetto coinvolge 23 istituti di ricerca internazionali, e il ruolo della stazione del Col Margherita in questa rete mondiale di monitoraggio è quello di studiare i livelli di base di questo elemento in un sito alpino d’alta quota. I dati sperimentali, registrati dagli scienziati di CNR e Ca’ Foscari ad una risoluzione temporale di 5 minuti per 24 ore al giorno, 365 giorni all’anno, sono inviati in tempo reale ai centri di ricerca. Qui vengono elaborati e resi immediatamente disponibili al pubblico attraverso varie piattaforme web”.

Senza mettere in dubbio la serietà di queste affermazioni (ma francamente appare poco credibile che l’aria attorno al Passo San Pellegrino, con il turismo pluristagionale che vi si concentra, sia simile a quella di una deserta e glaciale Groenlandia), ci preme riportare però la frase di chiusura del comunicato stampa, quella che recita “Oltre al pubblico, anche la politica può beneficiare di queste rilevazioni, che diventano strumenti operativi per indirizzare le future politiche ambientali riguardanti le misure di contenimento e mitigazione delle emissioni inquinanti”. Come dire: chi parla di inquinamento nelle Dolomiti stia zitto, perché le rilevazioni scientifiche danno ragione alle politiche di certe amministrazioni, a questo punto non “dissennate” bensì “oculate e lungimiranti”.

Stazione di rilevamento sul Col Margherita (Catena di Cima Bocche, Passo San Pellegrino)
VenditaAriaFresca-Qualità-dell’aria-sulle-Dolomiti-è-come-al-Polo-Nord

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*
*
Website