Le guide e la giornata di formazione sull’eliski

Nel novembre 2014, quindi in tempi precedenti alla recente lettera di dimissioni di Giuseppe Miotti in cui rinuncia al titolo di Guida Alpina, su Facebook si era svolto un piccolo dibattito conseguente alla lettera che il Collegio Regionale delle Guide Alpine Lombarde aveva inviato a tutti i professionisti aderenti in cui questi venivano invitati a partecipare alla giornata di formazione per l’eliski che Freeride Livigno aveva organizzato per il 9 dicembre 2014.

Il veloce scambio di battute era avvenuto sul wall di Giuseppe Popi Miotti. Che in seguito egli stesso cancellò.

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Giuseppe Popi Miotti
: Che Freeride Livigno proponga una giornata di formazione eliski può starci, ma che il Collegio Regionale Guide Alpine Lombardia si faccia promotore dell’iniziativa presso i suoi associati, anche se non mi stupisce, mi conferma di non aver sbagliato ad eclissarmi dalla confraternita. Perché bisogna sempre ascoltare la Voce…

Alessandro Gogna: Ovviamente mi associo alla critica al Collegio Regionale, sperando serva a qualcosa. Di certo criticare Freeride Livigno non serve a nulla…

Alessandro Grillo: Popi… non avevo dubbi… sei un grande!!!

Enrico Moroni: Il collegio è un degno rappresentante dell’Italia di oggi. Siamo alla frutta!

Emanuele Berto Bertolina: Tutti seguaci, o quasi tutti, del dio denaro…

Davide Spini: E perché invece di lasciare non ti sei messo in gioco per cambiare, mr. Popi Miotti?

Franca Muscas: Alle volte è meglio star fuori dai giochi ad osservare.

Davide Spini: Gioco? Pensavo fosse una professione? O solo una patacca? Oppure un’opinione? Facile demagogia dal calduccio di una scrivania?

Fabio Salini: Non condivido l’accanimento nei confronti dell’eliski, non concordo su chi sentenzia che le guide lo fanno per il dio denaro… è riduttivo, lo fanno anche per piacere. Questa pratica non la trovo più dannosa di un qualsiasi impianto sportivo…

Giuseppe Popi Miotti: Ma… Davide Spini sei stato tu il primo a parlare di gioco…

Roberto Carminati: Per quanto ne so io, le Guide Alpine sono le uniche persone abilitate a fare questo lavoro e inoltre, non vedo perché debbano rinunciarci.

Enrico Moroni: Caro Fabio Salini è perlomeno inquietante la logica del tuo ragionamento, siccome hanno devastato la montagna con impianti di risalita e vari scatoloni di cemento armato anche l’eliski può avere il suo spazio… Io credo invece che questo sarebbe il momento di rifletterci…

Fabio Salini: Punti di vista Enrico Moroni. Non mi riempio le giornate d’inverno con l’eliski, ma non lo metto alla gogna. Rispetto le opinioni di chi non condivide l’attività ma non condanno il Collegio che comunica ai propri iscritti questa possibilità di lavoro che appartiene proprio alle guide.

Davide Spini: Ecco, proprio dal famigerato eliski si sta cominciando a livello professionale a lavorare verso una gestione del rischio molto seria e precisa e in linea con i criteri che la “modernità” impone…

Serafino Moretti: A proposito del dio denaro… sono bravi tutti a fare i froci col culo degli altri… se tutti dovessero avere la possibilità di lavorare di più chi non lo farebbe di questi tempi??… e non venite a raccontarmi quella dell orso!!!!

GuideAlpine Val Di Mello: Cari colleghi, consiglierei di discutere dell’argomento nelle sedi opportune, dal momento che la stessa comunicazione qui e altrove riportata non nasce con scopo pubblico.

Enrico Moroni: Bravo i panni sporchi bisogna lavarli sempre in casa.

Fabio Salini: Ciao GuideAlpine Val Di Mello, francamente non so chi sei. Sono d’accordo nel discutere l’argomento anche in sedi opportune. Ma in questa sede (il wall di Popi) dove è stata promossa la discussione mi sembra che si stiano mantenendo toni civili. Panni sporchi io non ne vedo, ci sono vedute differenti riguardo a un argomento ben preciso.

Giuseppe Popi Miotti: Per quanto trovare un elicottero che spadroneggia rumorosamente, mentre con fatica sono andato a cercare un luogo per fare dello scialpinismo in ambiente, possa dare fastidio, non potrei farci nulla. Cosa dire ai clienti in un caso simile è libera interpretazione della Guida, sicuramente un po’ in imbarazzo.

Nella comunità ci sono due scuole di pensiero e c’è da rallegrarsi, così magari si avvia una discussione. Perché se tiene alla sua immagine, un sodalizio dovrebbe avere una politica e una direzione che mostrino chiaramente al pubblico ciò che vuole coerentemente rappresentare: la Guida come Nume tutelare dell’Alpe dei più ingenui e idealisti (e ce ne sono tanti) o la Guida super tecnica, tecnologica e meccanizzata? Il prevalere della seconda opzione sembra evidente ed è in linea con il pensiero dominante pre crisi economica che non ho mai condiviso ma che, come l’elicottero citato all’inizio, devo subire. Qualche tempo fa mi sono riferito ironicamente a eventuali corsi per motoslitte e trial, poi ho visto che le Guide (forse solo Guide di Mountainbike) di Livigno hanno promosso l’elibike, superando ogni mia fantasiosa previsione. Sarà un caso che simili iniziative giungano da un luogo come la celebre zona franca?

Detto questo pregherei gli amici di spostare altrove il proseguimento della discussione perché, in linea con il regolamento che mi sono dato, questo post sarà a breve cancellato come il 95% dei precedenti di qualunque tipo essi fossero.

Comunicato del Collegio Regionale, mail 5.12.2014, ore 16.55:
Gentili Colleghi, il Collegio è espressione di tutti gli iscritti: la grande maggioranza degli iscritti al Collegio Guide alpine Lombardia non pratica l’eliski, una minoranza sì e ha la facoltà di farlo in quanto attività non vietata dalla legge.
Il Collegio non favorisce o incentiva l’eliski ma è tenuto a divulgare, ad esclusivo uso interno, informazioni sulla formazione professionale.
La circolare che è stata diffusa, ad uso interno al Collegio, è di fatti un’informativa che la riguarda.
Il Collegio ha da qualche mese iniziato un processo per arrivare a regolamentazione e controllo della pratica dell’eliski.
Non esistendo una normativa a livello regionale il Collegio Guide Alpine Lombardia si sta dotando di un codice di comportamento che può essere sintetizzato in queste linee:

1) non si pratica in Parchi, Riserve ed Aree protette;
2) anche al di fuori di queste aree di maggior tutela, la pratica dell’eliski deve evitare le zone e gli itinerari a elevato interesse scialpinistico ed escursionistico e comunque limitare l’attività ai periodi di minore affluenza;
3) limitare a 4 il numero massimo di persone accompagnate per guida alpina;
4) la guida che intende svolgere eliski frequenti un apposito corso presso la compagnia elicotteri di cui si serve.

Cordiali saluti
Il Presidente, Luca Biagini

Giuseppe Popi Miotti
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3 thoughts on “Le guide e la giornata di formazione sull’eliski

  1. Caro Sandro, con tutto il rispetto, ma questa storia di prendere i commenti da facebook e duplicarli su più blog mi sembra solo una sterile scopiazzatura. A che pro? I click?
    Tra parentesi, in una tua recente intervista non dicevi che “su facebook scrive la gente che non ha nulla da dire”?

    Cordialmente
    Luca Maspes

    • Caro Luca, ti do parzialmente ragione. E’ vero, qualche mese fa avevo detto quella frase. Poi ho cambiato idea. Mi è sembrato che il miglior modo per fare ammenda di quanto avevo pubblicamente affermato fosse quello di farne parte.
      Quanto alla “scopiazzatura”: non è una pratica che seguo regolarmente, quella di prendere da facebook e rilanciare in vari modi. Di solito faccio il contrario, prendo dal mio blog e spando su facebook. In questo caso mi è sembrato utile dare seguito e giustificazione a quanto deciso dal Popi (col suo assenso): e il materiale era su fb, cancellato.
      Click? Sì, ne voglio. Ti assicuro che ne avrei anche di più se solo mollassi il colpo con certe battaglie…

  2. Credo che in generale anche le Guide Alpine rispecchiano l’andazzo del Liberismo imperante che guarda solo al proprio tornaconto personale e dove tutto deve essere
    istituzionalizzato, controllato reso sicuro, invece dopo succede che non si bada più alla cosa fondamentale, la Montagna per sua natura è sempre stata un luogo di libertà, non è proprietà delle Guide Alpine, loro sono solo dei professionisti che possono percepire un compenso per le loro prestazioni in Montagna, dovrebbero anche contribuire a salvaguardarne la sua integrità, mantenendo alti i valori che sono alla base dell’attività alpinistica. Alcuni lo fanno altri sono interessati a guadagnare in ogni modo, l’Eliski è una pratica dannosa che le Guide dovrebbero
    osteggiare non contribuire ad incentivarne l’uso. Bene a fatto Miotti ad abbandonare il Collegio Guide e il Brevetto di Guida che gli sarà costato non poco, quando si vede che la tua organizzazione cambia le carte in tavola e abbandona la strada maestra è giusto lasciare. Se fare la Guida non fa sbarcare il lunario si può cambiare lavoro, non cambiare le regole e accettare compromessi per danaro. Nel mio piccolo ho lasciato il mio titolo di Istruttore di Alpinismo nell’ambito del puro volontariato perché all’interno del CAI le cose cambiavano in una direzione che non condividevo, non ho mai pensato di ricevere un compenso mi bastava poter passare ad altri le mie conoscenze Tecniche. Non siamo tutti uguali molti vedono la possibilità di mettersi in mostra e ricavarne un utile, rispecchiano la mancanza di Etica che c’è nel Paese, e le Guide non sono uomini migliori in quanto Guide Alpine.

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