L’oudoor? Una questione di responsabilità

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All’Auditorium Santa Caterina di Finalborgo (Finale Ligure – SV) ha avuto luogo con successo a fine novembre il convegno “Quali i limiti dell’outdoor?”, organizzato dal CAI Liguria e dalla Sezione di Finale Ligure, con il patrocinio della Regione Liguria e del Comune di Finale. Folta la partecipazione di soci CAI e non soci, circa 150 persone, che hanno seguito con attenzione le dodici relazioni su argomenti specifici relativi all’attività outdoor all’aria aperta e in completa libertà.

Dopo i saluti delle autorità presenti (Gianni Berrino, Assessore regione Liguria al turismo e trasporti, Stefano Mai, Assessore regionale ai parchi, all’escursionismo e tempo libero, Ugo Frascherelli sindaco di Finale, Barbara Biale, assessore al Comune di Sanremo), che hanno confermato l’attenzione alle attività sociali all’aperto, si è entrati nel merito del convegno in cui il ruolo di moderatore è stato brillantemente coperto da Alessandro Gogna, alpinista, accademico, guida alpina.

Nell’introduzione il Vicepresidente generale CAI Antonio Montani ha evidenziato l’importanza del turismo compatibile con l’ambiente ed ha indicato il territorio di Finale come area ideale di studio per esaminare le problematiche di escursionismo, cicloescursionismo, arrampicata sportiva e speleologia, che qui hanno avuto nell’ultimo decennio uno sviluppo straordinario e incontrollato. Quello che si manifesta qui può essere chiaramente esteso ad altre località nazionali, dalle analoghe caratteristiche e fragilità.

I successivi relatori hanno preso in esame i singoli aspetti del fenomeno in osservazione: Patrizio Scarpellini, Direttore del Parco Nazionale 5 Terre, ha illustrato le bellezze e le fragilità di un territorio, valorizzato oltre misura da efficaci operazioni di marketing, ove ogni anno si riversano tre milioni di visitatori/turisti stranieri, creando business locale di ospitalità, ristorazione e trasporti, e attività collegate, ma a scapito della capacità reale di accoglienza e dello sviluppo delle coltivazioni tipiche, in particolare la viticultura, che sono seriamente minacciate. Troppe persone sui sentieri con seri impegni di controllo e assistenza specifica.

Luigi Gaido, docente universitario, ha analizzato e definito con precisione e competenza cattedratica tutti i termini esaminati nell’ambito Outdoor, con un esame dettagliato della frequentazione gratuita del territorio e sulla relativa sostenibilità; Filippo Di Donato, Presidente CCTAM, ha ampiamente illustrato il punto di vista del CAI espresso dal Bidecalogo aggiornato al 2013, ma ha rilevato che oggi sono necessarie integrazioni derivate dall’utilizzo di mezzi con nuove tecnologie (es. e-bike); ha confermato la necessità di totale libertà di frequentazione della montagna, abbinata a una responsabilità individuale e alla necessità di esaminare e adottare criteri nuovi di autoregolamentazione per i soci CAI, estendibile anche a tutti i frequentatori della montagna.

Marco Bussone, Presidente UNCEM, ha ricordato le esigenze di chi vive in montagna e la necessità di difendere chi in montagna vuole continuare a vivere e a sopravvivere decorosamente in ambienti bellissimi, ma spesso privi dei servizi sociali adeguati; Alberto Ghedina, Consigliere Centrale CAI, ha illustrato una interessante proposta di costituzione di Villaggi degli alpinisti, iniziativa molto sviluppata all’estero, in particolare in Austria, con due esempi in Italia, che prevede requisiti molto stretti di compatibilità ambientale (mancanza di impianti di risalita, di attività industriale o artigianato esteso, massimo 50 posti letto disponibili, necessità di rapportarsi individualmente ed efficacemente con il territorio etc.); Marco Lavezzo, CC escursionismo CAI, ha illustrato in dettaglio la storia e le caratteristiche del cicloescusionismo praticato dai soci CAI, con rispetto assoluto dell’ambiente senza gli eccessi e i danni del down-hill.

Luca Piaggi, del CNSAS, ha presentato i dati annuali di intervento del Soccorso alpino in ambito montano, mettendo a fuoco le tipologie di intervento, le diverse tipologie dei richiedenti soccorso e le modalità relative; sono stai poi esaminate (lettera della Guida Danilo Bonvecchio), le caratteristiche di attrezzatura e di manutenzione delle vie di arrampicata in falesia; Luca Calzolari, Direttore della rivista CAI Montagne360, ha parlato di come viene comunicata dai media l’attività Outdoor, con relative deformazioni e criticità; Stefano Tortarolo, Bike Service Finale, ha auspicato un dialogo costruttivo tra i biker e le varie realtà CAI, per il rispetto e la conservazione del terreno di gioco.

Infine Lorella Franceschini, Vice Presidente Generale CAI, ha fatto la sintesi dei questo incontro, dove sono emerse interessanti novità e spazi di collaborazione e comunicazione tra tutti i frequentatori dell’Outdoor, soci e non soci CAI, operatori commerciali e guide professioniste, per consentire anche alle generazioni future di godere delle bellezze dell’ambiente montano, oggi seriamente minacciato, non solo da una frequentazione non sempre culturalmente preparata e adeguata, spesso numericamente incontrollabile, ma anche dai cambiamenti climatici, che anche recentemente, a più riprese, con imprevedibili eventi meteo, hanno pesantemente aggredito, forse irrimediabilmente, in tutta Italia, non solo monti, boschi e sentieri, ma anche i litoranei marittimi.

 

Gianni Carravieri  – Presidente CAI Liguria

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