Nuovo Bidecalogo Punto 9. I cambiamenti climatici

Il Nuovo Bidecalogo del CAI, approvato a Torino il 26 maggio 2013, dedica il Punto 9 ai cambiamenti climatici. Potete consultare il documento finale e la presentazione del past-president Annibale Salsa, i due documenti sui quali ho lavorato per esprimere un mio parere sul Punto 9.

Il Punto 9, che qui potete leggere isolato, riassume perfettamente la situazione mondiale sul tema dei cambiamenti climatici e del riscaldamento globale. In particolare evidenzia giustamente che “il riscaldamento atmosferico è particolarmente evidente nelle aree di media e alta quota dove può arrivare ad essere sino a tre volte più intenso che nelle zone di pianura“.

In seguito affronta la descrizione del processo di disgregazione delle rocce sottoposte al continuo disgelo e gelo delle acque infiltrate, un fenomeno di certo meno presente con una temperatura media annuale più bassa di quella degli ultimi anni.

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Infine “anche la disponibilità di acqua in futuro potrebbe venire compromessa dal cambiamento climatico, questo però su scala temporale media poiché, a breve termine, potremmo assistere, invece, a un aumento della disponibilità di acqua a seguito dell’intensificarsi dei fenomeni di fusione nivale, glaciale e del permafrost. Su lungo periodo, invece, esaurite o ridotte all’estremo le risorse criosferiche, la disponibilità idrica potrebbe ridursi drasticamente (questo, ovviamente, sulla base di ipotizzabili scenari climatici futuri che vedano un ulteriore incremento termico ed una riduzione delle precipitazioni solide invernali)“.

Questi fenomeni sono all’origine di nuove situazioni di pericolosità ambientale che coinvolgono sia i frequentatori occasionali della montagna sia gli abitanti.

Passando agli impegni da prendere, il Punto 9 insiste sulla necessità di rendere tutti consapevoli di questi nuovi pericoli ambientali e sulla necessità di promuovere a tutti i livelli la diminuzione del traffico a motore (la cui CO2 prodotta è largamente responsabile di una parte del riscaldamento), un comportamento più virtuoso sia a livello sociale che individuale.

Osserviamo solo che il Bidecalogo non affronta il problema della de-stagionalizzazione. Lo stesso Annibale Salsa ci avverte: “Il turismo montano cambia. Si dice che quello invernale dovrà fare i conti con i cambiamenti climatici. Il nuovo verbo è, dunque, la de-stagionalizzazione. La montagna, infatti, è bella in tutte le stagioni. Noi soci del Club alpino andiamo in montagna tutto l’anno. Siamo consapevoli che la montagna rappresenta un valore in tutte le quattro stagioni. Pertanto, il concetto di de-stagionalizzazione dobbiamo lanciarlo noi, che andiamo tutto l’anno in montagna, e sostenerlo laddove si decidono le politiche turistiche“.
Questo Punto 9, se avesse affrontato anche questo argomento e si fosse preso come impegno la promozione (prima di tutto culturale) della de-stagionalizzazione, sarebbe stato probabilmente perfetto.

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