Per Stromboli, di nuovo valida la zonazione

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Per Stromboli, di nuovo valida la zonazione
di Stefano Michelazzi, Responsabile Commissione Abusivismo del CONAGAI

Lettura: spessore-weight(2), impegno-effort(2), disimpegno-entertainment(1)

Evitate opportunamente le risse mediatiche che portano a grandi episodi di caos generale dove tutti parlano di tutto, crediamo invece si dovrebbero oculatamente valutare le diverse situazioni, attraverso il coinvolgimento delle strutture preposte e non certo dei social forum o di altre eminenze mediatiche. Comunicazione, non bagarre.
E’ oramai un dato di fatto che si tenti in molti modi di distruggere, ciò che viene definito ordine precostituito ovvero situazioni istituzionali esistenti per gestire e coordinare differenti situazioni che altrimenti non avrebbero una regola certa e non darebbero alcuna garanzia. E’ questo indubbiamente il caso di ordini e collegi professionali nati per sostenere impianti di regolamentazione, destinati altrimenti a sfociare in un marasma senza alcun orientamento che non potrebbero garantire nulla a chi volesse beneficiare delle situazioni da esse rappresentate.
Vogliamo veramente che non vi sia regola alcuna?

Stromboli

Partendo da questa domanda che inquadra una situazione generale, crediamo sia il momento giusto per chiarire alcune posizioni, che vedono coinvolte le figure professionali aderenti al CONAGAI (Collegio Nazionale Guide Alpine Italiane) e che da tempo ormai sono bersagliate da ogni parte, nel tentativo di smembrare e delegittimare un’istituzione posta a baluardo di garanzia del rispetto delle regole, che porterebbe ad una situazione fuori controllo alcuno. Le conseguenze sarebbero il caos. Un caos, che non permetterebbe all’utente finale di orientarsi in un mondo variegato di possibili offerte, mettendone a repentaglio diverse condizioni che dovrebbero invece essere certezze.
Da oltre sei mesi il CONAGAI in concorso col Collegio Regionale Guide Alpine e Vulcanologiche della Sicilia, ha richiesto un incontro con la Regione per discutere e trovare le possibili soluzioni affinché il mercato turistico venga garantito e si dia avvio a procedure ferme dal 1989: attualmente stiamo ancora attendendo una risposta.

La perimetrazione dell’Etna è una di queste applicazioni, che però andrebbe avvalorata e non cassata, come purtroppo è stato, creando la figura dell’Accompagnatore di media montagna e definendone gli ambiti di esercizio, di modo che la risposta alla richiesta turistica sia completa e regolarizzata, dando spazio a coloro i quali hanno i numeri per esercitare l’attività garantendo al contempo una preparazione adeguata ed accreditata.
Si è preferito però dare voce a contestazioni molto spesso senza cognizione di causa e lasciare spazio al caos e alla propaganda politica spicciola che è universalmente noto non portano a nulla di concreto se non a scontri frontali.
La recentissima sentenza del TAR Piemonte non elimina la riserva di esercizio, come alcuni media hanno voluto riportare, anzi ne rafforza la logica che in ambiente con caratteristiche sportive le figure abilitate sono, e rimangono, quelle previste dalla legge 6/89.
Al di fuori di tali limiti, ovvero quando l’ambito operativo dia spazio alla valorizzazione degli aspetti ambientali senza caratteristiche che comportino una valutazione del rischio e della sua gestione, allora ben vengano altre figure che non sono certo concorrenti ma di complemento, come si evidenzia anche sulle recenti zonazioni di Lombardia e Marche.

Stromboli

La proposta regionale siciliana di qualche tempo fa su una possibile figura di Guida di media montagna non è stata accettata dal CONAGAI e dal Collegio regionale, in quanto non rispondeva ai canoni previsti dalla legge ed assomigliava molto ad una sanatoria dove entrava chiunque.
Ma vogliamo veramente dare spazio a chiunque? Dare in mano l’incolumità delle persone alla prima “volpe” che passa? Farci la solita figura ormai divenuta luogo comune, dell’italiano intrallazzone?
Noi crediamo che le cose debbano venir fatte a norma di legge e così è stato anche per le prove di ammissione all’ultimo corso di Guida Vulcanologica , contestate da alcuni partecipanti, liberi ovviamente di contestare e ricorrere, ma che senza alcuna prova, se non le accuse per le quali deve ancora venir accertato il fondamento, sono diventate fatti di cronaca e bandierine da sventolare in nome di una qualche ragione che però non ha avuto ancora nessuna verifica.

Lasciamo lavorare la magistratura! Gli esposti è lì che vengono valutati e si accertano eventuali reati, non sui social forum.
Se responsabilità vi saranno, seguirà il dibattimento e ognuno, senza distinzione, potrà dire la sua. Alla fine ma soltanto alla fine di tutto questo, avremo delle certezze e non soltanto delle urla da piazza, che magari ci tocca rimangiarci il giorno dopo… e a nessuno piace dire: “Ho sbagliato!”
La “partita” perciò è tutta nelle mani della Regione Sicilia che può dare avvio a un tavolo di concertazione e/o di contrattazione oppure continuare a non dare risposte e lasciare spazio a malumori e contestazioni, le quali quando fisiologicamente si spegneranno, non lasceranno altro che un “nulla di fatto”!
Intanto, sempre in relazione al fatto che le risposte ai quesiti devono venire date dagli organismi competenti, con Ordinanza del 7 giugno 2018, il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia sezione staccata di Catania (Sezione Prima), respinge la domanda di sospensione del provvedimento di impugnazione contro il Comune di Lipari e il Collegio Guide alpine e Vulcanologiche della Regione Sicilia in merito alla zonazione di Stromboli, riaffermandone dunque la validità.

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