Premiata Funivia Skyway

Premiata Funivia Skyway

Della nuova funivia che dal 2015 collega Courmayeur alla Punta Helbronner molto si è detto e scritto: terreno di scontro tra chi vorrebbe preservare l’alta montagna dall’invasione numerico-aziendale-hightech e chi invece, aperto alle più nuove e mirabolanti sperimentazioni d’ingegneria e architettura, vede la montagna e qualunque altra zona selvaggia come un attraente territorio da colonizzare per quei grandi investimenti cittadini della cui cultura indotta la nostra società è intrisa fino al midollo.

Partenza di Skyway e zone parcheggio in località Pontal d’Entréves (Courmayeur)
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In questo articolo vogliamo occuparci del perché il 23 settembre 2016 la Skyway abbia vinto, nella categoria unexpected location, la prima edizione del prestigioso premio Best Location Awards. Al concorso partecipavano una ventina di spazi e location tra i più interessanti in Italia che si distinguono per la loro particolarità e per la loro natura polivalente.

Di questo premio è stata data notizia trionfante su molti notiziari online. MontagnaTv, per esempio, cita senza alcun commento le parole dell’assessore al Turismo della Valle d’Aosta Aurelio Marguerettaz: “La potenzialità della nuova e avveniristica struttura ubicata tra i ghiacciai era già conosciuta a ADC Group, organizzatore del premio all’interno del programma del Festival italiano degli Eventi e della Live Communication 2016. Il riconoscimento ottenuto dall’impianto funiviario, che è diventato in qualche sorta simbolo della Valle d’Aosta che guarda al futuro, si inserisce in una più vasta politica di promozione della Valle d’Aosta. Una politica che punta a far diventare la regione centro di eccellenza per l’accoglienza in location uniche e simboliche”.

Partenza di Skyway in località Pontal d’Entréves (Courmayeur)
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Il premio BEA – Best Location Awards è un’idea dell’ADC Group, realizzata in collaborazione con la rivista e20 e l’Annual degli Eventi.
Il concorso è stato gestito all’interno del già ben affermato Festival italiano degli Eventi e della Live Communication 2016, una convulsa due giorni interamente dedicata al settore, con workshop, momenti di networking e di formazione.

Nel successo di un evento, il luogo in cui questo si tiene gioca un ruolo fondamentale: per ciò il premio è stato ideato, per celebrare le migliori location e venue (sedi) in Italia a giudizio di una giuria composta dalle più qualificate aziende e agenzie. Il premio vuole illustrare la diversità, l’eccellenza e la natura polivalente delle location, da quelle più classiche a quelle ‘unexpected’, luoghi solitamente destinati ad altro utilizzo ma che hanno aperto le porte agli eventi. E vuole rappresentare un vero e proprio marchio di qualità.

Pavillon du Mt. Fréty, Cave Mont Blanc
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I candidati al BLA devono passare l’esame di ben due giurie: una corporate, formata dai 38 giurati del Bea Italia, e una composta dai 25 rappresentanti delle agenzie candidate allo stesso Bea Italia, per un totale, quest’anno, di 63 giurati.

I giurati hanno espresso il proprio voto sulla base dei seguenti criteri:
– Architettura e design esterno
– Flessibilità e versatilit
– Arredamento e design interno
– Logistica/accessibilit
– Compatibilità ambientale
– Tecnologia e innovazione.

Immaginiamoci la scena, ogni parere espresso su più livelli tecnici, con il linguaggio aziendale dei tecnocrati e dei tecno-comunicatori.

Pavillon, Monte Bianco Store
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Pavillon, terrazza
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Alla fine i BLA – Best Location Awards sono stati premiati venerdì 23 settembre 2016 nel corso della cerimonia BEA, allo Spazio Cavallerizze del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia ‘Leonardo da Vinci’ di Milano.

Ed ecco i vincitori delle cinque categorie (la sesta, Miglior dimora storica, è stata cancellata):

Miglior centro congressi-auditorium:
Palacongressi di Rimini

Miglior location culturale/sportiva (musei/spazi d’arte/spazi teatrali/cinema/parchi a tema/stadi, ecc.):
Blue Note

Pavillon, ristorante
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Pavillon, auditorium
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Miglior location alberghiera per eventi/congressi/incentive:
Grand Hotel Villa Torretta – MGallery by Sofitel

Miglior spazio polifunzionale (ex strutture industriali, laboratori, opifici, ecc.):
Officine del Volo, primo premio
Stazione Leopolda, secondo premio
Superstudio Più
, terzo premio

Unexpected location (spazi e strutture fuori dagli schemi):
Skyway Monte Bianco, primo premio
Cinecittà Studios
, secondo premio
Acquario di Genova
, terzo premio

Il presidente dell’ADC Group Salvatore Sagone conclude la premiazione entusiasticamente con un “Diamo l’appuntamento alla prossima edizione, sicuri che il BLA riesca ad affermarsi di anno in anno. Lunga vita a questo premio!”.

Punta Helbronner, terrazza panoramica a 360°
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Punta Helbronner, Sala Monte Bianco
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Considerazioni
E’ importante chiarire che il premio è stato dato non alla funivia in quanto tale, bensì sostanzialmente alla “Sala conferenze e cinema” costruita alla stazione intermedia del Pavillon. Questa struttura, già di natura inserita a forza in un ambiente così decisamente suggestivo, secondo la giuria è meritevole per come è stata costruita e per tutti gli entertainment ludico-culturali che la circondano (dei quali faremo elenco tra poco).

Per il panorama scenografico unico che offre, Skyway si è autodefinita l’ottava meraviglia del mondo. Su questo si può abbondantemente discutere, ma è indubbio che Skyway sia un gioiello di design e innovazione tecnologica all’avanguardia che offre spazi particolari e molteplici servizi nel rispetto di un ambiente che però dell’originario ha più solo la cornice e dunque è stato fortemente modificato. Sappiamo tutti che in precedenza le strutture ricettive (Pavillon, rifugi Torino vecchio e nuovo, Punta Helbronner) del vecchio impianto erano assai scadenti in termini di rispetto per l’ambiente. La nuova progettazione ha dato un colpo di spugna a una situazione che il famoso “Canalone del Cesso” ben rappresentava. E sappiamo anche quanto il vecchio impianto fosse vetusto e oneroso per la sicurezza. Di queste novità siamo tutti lieti, ma la radicale e irreversibile modifica ambientale che il progetto Skyway ha perpetrato fa superare, almeno nell’opinione di molti, le gioie dell’attuale efficienza ambientale.

Il premio vorrebbe sancire, con precisione, che tutto ciò che è stato creato attorno a Skyway sia la perfetta rappresentazione della “montagna del futuro”. Come le altre entità premiate, dall’Aquario di Genova alla Stazione Leopolda, tanto per citare le più note. Un premio davvero pericoloso per l’esempio che ne deriva e quindi per le possibili imitazioni: per il gioco al massacro della montagna che potrebbe andare avanti per anni fino alla prossima glaciazione, condotto da chi è spinto a superare la concorrenza.

Perché continuiamo a ritenere, e questo premio ci rafforza nella nostra convinzione, che, a dispetto della bravura e buona fede di chi ha ideato Skyway e a dispetto di chi ci lavora credendoci, sia un’esagerazione (che pagheremo cara) l’avervi realizzato attorno una sala conferenze da 150 posti con la solita “vista mozzafiato sul Monte Bianco”, due sale meeting modulabili, due ristoranti a supporto delle sale conferenze, un bistrot presso la stazione di Punta Helbronner, un’invadente (quanto perfetta e ammirevole) terrazza panoramica di 14 metri di diametro con vista a 360° sulle cime più alte delle Alpi; troviamo che la bellissima Cave Mont Blanc, la cantina in cui si lavora il vino con un metodo sperimentale oltre i 2000 metri, sia sprecata lassù dove l’uva non attecchisce e dove tecnicamente c’è altro da fare; riteniamo che lo Skyway Monte Bianco Store, con i suoi piccoli gadget, prodotti gastronomici locali, oggetti in legno, accessori per l’abbigliamento per l’alta quota, creme solari e tanto altro ancora, pur nella sua apparente innocenza sia l’esatta riproduzione in quota (e bonsai) di un qualunque supermercato di periferia industriale, un “non luogo” per eccellenza, guarda caso abbinato all’immancabile parco giochi per i bambini (Skyway For Kids); il teatro rutilante continua con la Sala Monte Bianco, un’immensa vetrata sul massiccio d’Europa, così a sbalzo sul gigante delle Alpi che si è autorizzati a dubitare che sia ancora lui il protagonista, con gli schermi multimediali sulle pareti che intanto narrano la storia dell’alpinismo (ma c’è ancora un alpinismo?).

Operai costruiscono la funivia (1946) inaugurata poi nel 1948
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La Palud, la funivia in servizio dal 1948 al 2014
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E, infine, troviamo megalomane una capacità oraria di trasporto di 800 passeggeri per il primo tronco al Pavillon e di 600 per il secondo a Punta Helbronner: ma che possono fare migliaia di persone ammassate assieme nelle due stazioni? Guardare di fretta, mangiare, comprare. Viene in mente (Amarcord) l’anduma, ciavuma e futuma, bei fieui” della maîtresse piemontese di felliniana memoria. Aggiungerei: paguma. Ma soprattutto: che esperienza potranno mai avere questi turisti curiosi della montagna? Probabilmente quella del gran bazar tecnologico. E non parlo di coloro che, come tante volte è stato detto, si avventurano sul ghiacciaio con equipaggiamento “improprio”.

Peccato, perché la bellissima esposizione permanente di cristalli della sala Hans Marguerettaz e, nei mesi estivi, il Giardino Botanico Saussurea con le sue 900 specie di piante alpine incredibilmente rare, sono due meraviglie: che avrebbero meritato un po’ più di privacy e concentrazione.

Giardino Botanico Saussurea
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